October 05, 2016

Batteria HP Pavilion N5270

Uno scanner per negativi e diapositive, ideale per il fotoamatore che cerca un prodotto abbastanza equilibrato per prezzo e prestazioni, ma non adatto per flussi di lavoro professionali Plustek OpticFilm 8200i Ai è uno scanner che nasce espressamente e solo per la digitalizzazione di negativi e diapositive. La risoluzione di scansione massima è di 7.200 dpi e la fonte di illuminazione del negativo o della dia è a Led. La tecnologia a Led ha oramai soppiantato quelle a catodo freddo perché queste lampade consumano meno, non richiedono riscaldamento, e generalmente sono anche più stabili per temperatura colore. Il produttore dichiara una velocità di scansione minima a partire da 36 secondi (a 3.600 dpi) fino a quasi due minuti a (a 7200 dpi).

L’area di scansione di Plustek OpticFilm 8200i Ai è di 36,8 mm x 25,4 mm. Si tratta di uno scanner altamente portatile. Pesa appena 1,6 Kg ed è fornito con due staffe accessorie per il caricamento delle dia e dei negativi (vanno inseriti manualmente fino a quattro alla volta), il software necessario e una comoda borsa con maniglia. Queste le dimensioni 120x272x119 mm. Lo scanner funziona sia con Windows (da Win Xp) che collegato a un Mac OS X 10.5, ma vedremo che in questo secondo caso non in tutte le funzionalità.La versione che abbiamo da provare per il test è la migliore nel catalogo Plustek, rispetto alla versione 8100 e 8200i SE vanta il software Auto IT8 Calibration, Expert Mode, la funzione Histogram a 16 bit e un JobManager. Entriamo nel dettaglio della prova che prevede l’utilizzo del software SilverFast Ai Studio 8, incluso nella confezione, che guiderà l’utente passo a passo.

Nel calcolo si è tenuto conto di tutti i fattori che influenzano il reddito disponibile ( ovvero tassazione Irpef, assegni familiari, diversa propensione al consumo) e sulla base dei dati Istat sui consumi delle famiglie si è ripartito il reddito spendibile fra le varie categorie merceologiche. "L’aumento dell’aliquota Iva dal 20% al 21% – dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre – comporta un aggravio sui bilanci delle famiglie tutto sommato abbastanza contenuto. Inoltre, questa misura non dovrebbe avere un effetto particolarmente pesante sull’aumento dei prezzi e quindi sull’inflazione. Per questo possiamo dire che in tempi di emergenza come quelli che stiamo vivendo in questo momento, un provvedimento di queste tipo, assieme al contributo di solidarietà, rappresentano il male minore, visto che non sembrano esserci molte altre valide alternative”.

I Chromebook non sono notebook, né netbook e non sono tablet, possono servire a chi vive praticamente solo online, ma non sostituiscono altro device e hanno bisogno di applicazioni dedicate per funzionare. Ecco la proposta di Samsung Samsung Serie 5 è il primo Chromebook disponibile anche sul mercato italiano. Funziona con il sistema operativo di Google Chrome e Samsung ci tiene a presentarlo come il notebook per chi vive sempre online. Non è quindi un notebook come gli altri, fa bene tutto quello che si può fare nel mondo Google, ma non può sostituire nessun altro device.

Non è un netbook, non è un tablet, tantomeno uno smartphone. E’ un Chromebook, appunto. E non è una distinzione di poco conto. Chi lo scegliesse per fare editing di foto e video, pensasse di poter installare le applicazioni che usa su Windows o sui Mac o gestire le proprie risorse hardware con disinvoltura, come è abituato a fare su un normale notebook, rimarrebbe deluso dall’acquisto. Chi invece volesse un sistema da avviare in meno di dieci secondi, riavviare in un battito di ciglia, un sistema davvero portatile, con una buona autonomia della batteria (fino a oltre 8 ore, 5 di riproduzione video continuata), da non rimpiangere in caso di furto… Allora può valutare l’acquisto e procedere nella lettura, perché Samsung Serie 5 nasce per Chrome OS, un sistema operativo ad hoc per vivere con tutti i propri dati in the cloud, al sicuro se si perde o viene rubato l’hardware, in modo da ricominciare pochi minuti dopo a lavorare con un altro Chromebook. Anche per questo il ‘disco fisso’ di Samsung Serie 5 è di appena 16 Gbyte (2 sono i Gbyte di RAM), c’è un lettore di schedine di memoria e le prese USB per caricare in memoria quello che serve pronti per andare in the cloud e pubblicare quello che si vuole nei propri spazi sul Web. Per fare questo basta e avanza il processore in dotazione, Intel N570 1.66Ghz Dual Core, è più che ampio il display a finitura opaca da 12,1 pollici (WXGA LCD, risoluzione 1280×800 a 300 nit di luminosità) ed è quasi indispensabile il modulo 3G, la cui presenza o assenza è l’unica variabile d’acquisto (insieme al colore scuro, o bianco) su Pixmania, che al momento è il canale d’elezione di vendita.

Samsung ci spiega che sono in corso accordi con gli operatori mobile, ma per il momento Samsung Serie 5 si compra sul Web, a 449 euro (con il modulo 3G) e a 399 euro solo WiFi. Non sono pochi, se paragonati a una proposta netbook, non sono molti se si vuole paragonare Samsung Serie 5 a un device schermo+tastiera superleggero, che però è un vero notebook, come Apple Air. Un confronto che parte più che altro da dimensioni e peso (1,48 Kg per il Chromebook, un etto e mezzo di meno circa per Air), perché Air è comunque un notebook a tutti gli effetti e anche più leggero, ma costa per questo anche molto di più.

Le applicazioni che girano su Google Chrome si scaricano da un app store distinto da quello di Google per Android. Ce ne sono tante, quelle che bastano per vivere in the cloud, ma quelle sono. Da Luglio sarà possibile usarle anche offline (Html 5 aiuta), per poi caricare il proprio lavoro non appena si torna in rete, ma al momento Chromebook offline permette di fare pochissimo, certamente configurare alcuni parametri del sistema e poco più. Il sistema Chrome offre invece alcune opzioni interessanti nel caso si voglia condividere in qualche modo l’utilizzo della macchina, perché aprire l’apposito account ‘guest’ non richiede alcun riavvio o riconnessione, basta selezionare una voce dal menu a tendina, con la certezza che i dati e la navigazione del proprietario restino inaccessibili (sono al sicuro in the cloud) e quelli dell’ospite, che può accedere alla rete in un istante, pure.

Archos, pioniera dei lettori audio e video portatili è ora specializzata negli Internet Tablet Android e ritorna in Italia siglando un accordo di distribuzione con G.R.A. Group Research Applied Archos riapre la porta sul mercato italiano e firma un accordo di distribuzione con G.R.A. Group Research Applied, azienda fondata a Parma nel 1979 che copre il territorio nazionale con una rete di 40 rappresentanti di vendita, fornisce un innovativo magazzino on-line e garantisce la consegna in 24/48 ore in tutta Italia.

Pioniere nel mercato dei lettori audio e video portatili, e ora specializzata negli Internet Tablet Android, Archos ha più volte rivoluzionato il mercato dell’elettronica di consumo dal 1988.Nel 2000 Archos ha lanciato il Jukebox 6000, il primo lettore Mp3 dotato di hard disk.Successivamente, nel 2003, Archos ha introdotto il primo lettore portatile multimediale che registrava dalla TV.Nel 2006 ha aggiunto la connessione Wi-Fi e successivamente il touch screen nel 2007. Nel 2008 Archos ha lanciato la prima generazione di Internet Tablet e poi i primi tablet Android nel 2009.Oggi Archos offre Internet Tablets, Tablet PC e lettori MP3/MP4 e ha uffici negli Stati Uniti, Europa e Asia ed è quotata nel Compartimento C di Eurolist, Euronext Paris.

Smartphone con controller per i giochi integrato, PlayStation Certified: display ampio da 4 pollici e luminoso, sistema operativo Android 2.3 e oltre 400MB di memoria interna per applicazioni e giochi. Xperia Play nei negozi a 599 euro Stanno arrivando finalmente sul mercato italiano gli smartphone presentati in anteprima all’ultimo Mobile World Congress di Barcellona. Alcuni giorni fa avevamo provato un LG Optimus Dual P990 e il Sony Ericsson Xperia arc, ora è il turno di un altro device Sony Ericsson, il tanto atteso Xperia Play. L’attesa è soprattutto per gli appassionati di videogiochi e di PSP, ovvero la PlayStation Portatile, poiché questo telefono integra proprio la console di gioco, con tanto di controller e pulsanti. Xperia Play è infatti PlayStation certified. Rimandiamo a più avanti alcune considerazioni sulla giocabilità, per ora dedichiamoci alla descrizione dello smartphone.

Il form factor è uno slider che mostra un display touch capacitivo da 4 pollici, risoluzione 854×480, accompagnato dai quattro consueti tasti in rilievo tra cui quello per la ricerca che non era presente nel Sony Ericsson Xperia arc. Sempre frontalmente si trova la fotocamera per gli autoscatti e le videochiamate, che fa il paio con la fotocamera principale da 5,1 megapixel posta sul retro. Sul profilo destro due tasti-gioco (L –R) e un pulsante a due vie per la regolazione del volume. Dalla parte opposta ingresso jack per gli auricolari e porta micro Usb per collegare il telefono alla presa di corrente o al computer. Aprendo lo slider, invece, si svela il controller con i comandi per giocare, in perfetto Playstation style.

La dotazione hardware non può prescindere naturalmente dall’integrazione dei comandi per giocare: lo stile richiama la Playstation – e non poteva essere altrimenti – per la disposizione dei pulsanti e il design: discreta l’ergonomia, anche se per sessioni di gioco prolungate la presa può risultare poco confortevole. Buona invece la resa del display, che soddisfa il giocatore che c’è in noi sia dal punto di vista dell’ampiezza che della brillantezza. La navigazione all’interno dei menu dei giochi può avvenire sia tramite il touchscreen sia utilizzando il controller.

Sony Ericsson Xperia Play ha una memoria interna di 1 GB che può essere estesa tramite scheda di memoria micro SD e si avvale di un processore Qualcomm Snapdragon da 1 GHz e 512 MB di RAM. Per quanto riguarda le connettività supporta naturalmente WiFi (può fungere anche da hotspot) e Bluetooth ed è in grado di collegarsi ad altri dispositivi wireless in modalità DLNA, tanto da poter essere utilizzato come media server, proprio come già avevamo rilevato in Xperia arc. Il ricevitore A-GPS, in combinazione con i servizi di geolocalizzazione di Google si rivela infine un valido aiuto per ottenere indicazioni stradali. Grazie al doppio altoparlante la riproduzione audio è efficace e di buona qualità.

Se generalmente l’autonomia della batteria è legata al tipo di utilizzo che si fa del proprio smartphone, a maggior ragione questo discorso vale per Xperia Play: i giochi hanno una notevole incidenza sulla durata della carica, che difficilmente arriva alla giornata intera senza necessitò di ricarica, nonostante si tratti di una batteria ai polimeri di litio.Come di consueto partiamo a descrivere la dotazione software dal sistema operativo: si tratta di Google Android Gingerbread 2.3.2, con tutti i servizi e le applicazioni Google preinstallate, da Gmail a Google Talk, Maps, Youtube. Ma il piatto forte è indubbiamente Xperia Play, la suite che consente il rapido accesso ai giochi, preinstallati o scaricati dal Market di Android. Il giudizio sulla giocabilità, naturalmente, varia in funzione del singolo titolo: noi abbiamo provato Fifa 2010, tra quelli preintallati, e qualcosa non ci ha pienamente convinti, sia a livello di ergonomia del telefono in modalità controller, che non permette un accesso agevole a tutte le combinazioni di tasti utili per giocare al 100%.

Posted by: akkusmarkt at 03:05 AM | No Comments | Add Comment
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